Diario Dei Fuochi






Isabella Santacroce
“Comme si c’était une sage chose m’amener en cette lumière"

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lunedì, 12 ottobre 2009
Nelle stanze

Nelle stanze con Lulù Delacroix. e poi l'universo, tutte queste lettere che mi chiamano, bambine da sollevare.

Postato da: isabellas a 19:44 | link | commenti (8) |

sabato, 08 agosto 2009
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mercoledì, 01 luglio 2009
Isabella e Gianna Nannini hanno scritto:

Postato da: isabellas a 02:54 | link | commenti (9) |

venerdì, 05 giugno 2009
Oggi: 24 mesi con Lulù.

Ancora un mese: Lulù sarà invulnerabile, magnifica.

Postato da: isabellas a 18:59 | link | commenti (9) |

martedì, 26 maggio 2009
Scrivendo Lulù.

Postato da: isabellas a 02:39 | link | commenti (6) |

giovedì, 19 marzo 2009
Diario. Trentaseiesimo Fuoco.

Ore diciotto virgola cinque.

Sono tornata da una passeggiata nel parco. E’ stato il medico a consigliarmelo, ha detto che non vedo mai la luce del giorno, che Isabella ha bisogno del sole. Gli ho chiesto se almeno potevo aspettare le cinque del pomeriggio prima d’andare, il tramonto.
Sono uscita senza gli occhiali scuri, sembra nulla ma per me è una sfida. Sono entrata nel parco. C’erano gli alberi, il lago, le oche, un recinto con dentro un pavone, e poi l’erba, i cespugli, i bambini con le biciclette, gli innamorati distesi, i loro baci, e poi il cielo. Ho alzato la testa e l’ho guardato, mi sono sentita come se tutto fosse la luna. Io sopra. Così come loro nei video che ho visto. L’equipaggio dell’Apollo 11. E il profumo che c’era, e quell’aria, mi sono commossa, quasi fosse per me la prima volta, quasi in quel momento avessi riacquisito la vista. Ho camminato nei viali piccoli, e sentivo qualcosa: eccitazione e paura. Stamattina sono andata a dormire alle sei, mi sono svegliata alle quindici. Così come faccio da anni, vivere come un vampiro. In casa sempre una costante penombra, poi la sera che arriva e finalmente la notte, mia madre, mia eterna famiglia. I platani nelle finestre, le ombre, il silenzio, i lampioni, raggiungere il giorno e fuggirne. E poi oggi, Isabella nel parco, avrei voluto lasciare una targa, così come hanno fatto gli astronauti quel giorno: "Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, Luglio 1969 DC
Siamo venuti in pace, per tutta l'umanità".

Postato da: isabellas a 22:48 | link | commenti (62) |

venerdì, 13 marzo 2009
Diario. Trentacinquesimo Fuoco.

L'immacolato acuto canto di voce intona la dolce tenue. Temutissima in sguardo rivolto, a discendere pressoché inutile nel compiuto affanno. Lei la verdissima, l'irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all'ultimo, respiro, e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all'amore che s'allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco è il limite massimo della vacuità dei sensi.

Postato da: isabellas a 16:14 | link | commenti (9) |

lunedì, 23 febbraio 2009
Diario. Trentaquattresimo Fuoco. Scrivendo Lulù.

  isabella roco 3

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sabato, 21 febbraio 2009

DOLCEZZA

Postato da: isabellas a 02:38 | link | |

mercoledì, 14 gennaio 2009

Sono questi miei polsi la luce che vedo sui vetri parole raccogliere come fiori sottili dal mistero donati.
L’amore è uno specchio che la morte riflette.

Niente come l'amore avvicina alla morte.

Postato da: isabellas a 23:29 | link | |